Borse europee in chiusura contrastata

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Le Borse europee hanno chiuso la scorsa settimana in maniera contrastata, assimilando la natura delle decisioni delle autorità monetarie di Stati Uniti e Cina, che hanno dato seguito a una doppia stretta monetaria, e quelle della BCE, che sebbene non abbia toccato i tassi di riferimento (mossa di stabilità ampiamente prevista) ha comunque visto Draghi elaborare le prime previsioni per il 2020, spiegando che in tale orizzonte temporale l’inflazione sarà ancora al di sotto del 2% statutariamente previsto come target.

borse europeePer quanto concerne le singole piazze finanziarie, Milano ha chiuso da maglia nera, con ribasso di -0,44%, mentre Londra chiude in rialzo di 0,57%. Francoforte sale dello 0,27% mentre Parigi lima lo 0,15%.

A Piazza Affari, bene Equita Group dopo la pubblicazione di conti del terzo trimestre dell’anno, così come Poste, premiate evidentemente dall’intesa raggiunta con Cassa depositi e prestiti sul servizio di raccolta postale che per il triennio 2018-2020 prevede una remunerazione annua tra 1,55 e 1,85 miliardi di euro.

Sul Forex, euro stabile contro dollaro, con passaggio di mano a 1,1770 dopo essersi mosso tra 1,1812 e 1,1762. Euro in avanzamento su yen a 132,60. Cambio tra dollaro statunitense e valuta giapponese a 112,40.

Sul fronte dei titoli di Stato, spread in allargamento sopra 150 punti base, per il record dalla fine di ottobre ad oggi, e rendimento del decennale vicino all’1,8%: probabilmente a influenzare negativamente su tale dato è l’avvicinarsi del voto politico di marzo, e l’emersione di una crescente incertezza sullo scenario conseguente alle urne.

Chiudendo infine con le materie prime, il petrolio è in rialzo di mezzo punto percentuale, con WTI a 57,3 dollari al barile, mentre il Brent aggiunge lo 0,1% a 63,4 dollari al barile. I rialzi sono soprattutto il frutto della chiusura e della messa in sicurezza dell’oleodolotto Forties dal Mare del Nord, in attesa che l’operatore Ineos compia nuova ispezioni sulla crepa che ne ha determinato la chiusura e il rialzo dei prezzi energetici. Infine, oro stabile a 1.254 dollari l’oncia.

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